mercoledì 25 settembre 2013

Perchè?



“Sì, ma perché giochi a basket?” La domanda, anche se non esplicita, è facilmente intuibile negli occhi del nuovo interlocutore che scopre la tua passione. “Voglio dire, non sei due metri, non sei nero e non vivi a New York, allora, perché lo fai?”
Perché adoro il suono sincopato del pallone che rimbalza sul parquet, il fischio delle suole delle scarpe durante un crossover, lo schiocco della retina dopo un tiro. Adoro le urla di chi mi chiede un cambio difensivo e l’esclamazione della panchina dopo una stoppata. Adoro i lividi, quelli di cui ti accorgi solo dopo la partita, perché prima era troppo impegnato a tagliare fuori a rimbalzo. Adoro quei lob perfetti che superano il difensore di un niente e finiscono nelle mani del tuo compagno di squadra, che non guardi neanche come finisce l’azione, che già lo sai. Adoro sentirmi parte di una squadra in cui ogni singolo componente contribuisce per rendere il collettivo più forte della somma dei singoli giocatori, percepire la poesia in movimento di un quintetto che esegue uno schema alla perfezione, in cui ognuno si muove come fosse l’ingranaggio di un unico meccanismo. Adoro crederci, in tutte queste cose, le voglio vivere e rivivere, 24/7.

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